Risultati della ricerca

A seguito di una ricerca bibliografica e sul campo condotta nel 2009 in diversi paesi dell'UE (Italia, Grecia, Spagna e Romania), sono state rilevate le seguenti esigenze specifiche per lo sviluppo delle competenze manageriali:
• Le maggior parte delle PMI mostrano un elevato livello d'interesse alle attività di internazionalizzazione, per tale motivo i manager dovrebbero sviluppare le competenze necessarie per migliorare la dimensione internazionale delle attività aziendali
• i manager si considerano solo parzialmente coinvolti in attività di innovazione
• vi è la necessità di consolidare le proprie competenze gestionali e le capacità di comunicazione e di testare metodologie formative innovative
• i manager devono sviluppare le competenze imprenditoriali mediante una formazione continua, perché la conoscenza e le competenze devono essere costantemente aggiornate, in quanto le aziende necessitano di sviluppare azioni di innovazione per essere in grado di reagire e di adattarsi rapidamente ai cambiamenti, diventando così più flessibile in termini di organizzazione e struttura
• il modello di competenza è stato basato più sullo spirito imprenditoriale che  sulle competenze gestionali: la leadership e le competenze relazionali rappresentano caratteristiche distintive del comportamento manageriale e sono fondamentali per le prestazioni competitive
Fonte: "Rapporto europeo: il benchmarking internazionale e l'adattamento del modello di gestione in ambiti locali, progetto EMME, 2009"
 

In generale, i dirigenti europei delle PMI non si basano tanto sulla formazione per il loro successo professionale e per il miglioramento delle loro funzioni manageriali, ma preferiscono puntare sulle competenze sviluppate attraverso l'esperienza pratica. C'è ancora un problema del riconoscimento formale di tali competenze acquisite attraverso l'apprendimento informale o l' apprendimento tra pari, che è davvero una sfida quando si pensa alla mobilità europea dei manager.
È un dato di fatto, ci sono situazioni diverse nei vari paesi dell'UE, in alcune di esse (ad esempio Danimarca, Paesi Bassi) le procedure di convalida degli studi precedenti hanno lo scopo di riconoscere e qualificare anche l'apprendimento non-formale e informale della conoscenza così come le differenti esperienze lavorative. Il Libretto delle Competenze è stato ideato ai fini della convalida, documentando le qualifiche professionale acquisite nel percorso di studi formale e documentando allo stesso tempo le loro esperienze di apprendimento non-formale/informale al fine di definire uno sviluppo di carriera personalizzato.
In altri Stati membri, il processo è in una fase molto precoce, in particolare per quanto riguarda il processo di validazione delle competenze che è in carico alle amministrazioni nazionali o regionali e la creazione di un quadro delle qualifiche nazionali compatibili e confrontabile con il Quadro Europeo delle Qualifiche (EQF . Il settore privato e le aziende possono svolgere un ruolo importante nella convalida dell'apprendimento informale, in particolare per la credibilità e il riconoscimento delle competenze stabilite, queste procedure sono generalmente attuate in materia di istruzione e non ancora utilizzate dai datori di lavoro e dai lavoratori per lo sviluppo di carriera, ai fini di orientamento professionale oppure di sviluppo personale . Un approccio strutturale nei rapporti con le aziende sarebbe certamente utile per contribuire ad allargare l'applicabilità delle procedure di riconoscimento e lo sviluppo di un quadro legislativo su di esso.
Nessun passo in avanti significativo è stato fatto quanto riguarda la convalida dell'apprendimento acquisito nelle precedenti esperienze lavorative per i dirigenti, in particolare nelle PMI. In effetti alcune grandi aziende utilizzano modelli che prevedono il riconoscimento dell'apprendimento non formale e informale nelle procedure per il reclutamento del personale, ma questo non è comune nelle PMI.